#Sanremo2020 | Baci e prostatite a Villa Arzilla, ma alle due di notte il colpo di scena!

#Sanremo2020 | Baci e prostatite a Villa Arzilla, ma alle due di notte il colpo di scena!

Più baci più piaci?

Foto IPP/Andrea Oldani
Sanremo 07/02/2020
70 Festival della canzone italiana – Quarta serata –
Nella foto Tiziano Ferro bacia Fiorello

Tanto rumore per nulla, duetto tra Tiziano e Fiorello, Finalmente tu portata a Sanremo nel 1995, con tanto di bacio sulle labbra, pace fatta tra i due litiganti.

La sera prima giovedi è l’1.30 passata, quando cala sul palco dell’Ariston il duo Elettra Lamborghini e Myss Keta per eseguire Non succederà più di Claudia Mori. L’ereditiera e la cantante misteriosa inscenano un bacio saffico, le due si sono avvicinate in modo audace ma si sono fermate proprio poco prima di sfiorarsi.

Lo show di Achille Lauro soprende ogni sera, il bacio con il chitarrista Boos Dooms è l’uncia certezza.
E così il Festival di Amadeus sdogana anche baci gay e lesbo, ma nella storia del Festival ci sono altri baci veri e baci mancati.

1961. Se pensiamo alla storia più lontana ci sono piuttosto scandalosi i 24 mila baci di Adriano Celentano e Little Tony 1961: il molleggiato arriva secondo e sconvolge la quieta delle esecuzioni sanremesi statiche e melense. Lui muoveva il bacino e mostrava le spalle, ma per i baci veri era ancora troppo presto.

1980. Quarantacinque lunghissimi secondi nel lontano 1980, il mattatore Roberto Benigni bacia Olimpia Carrisi, è una edizione frizzante quella in cui lo stesso comico parla del papa chiamandolo “Woytilaccio!” nella democristiana e castigata Rete1.

1994. Conduce quell’anno Pippo Baudo, vince Passerà di Aleandro Baldi, ma fra gli ospiti spicca Elton John, che canta Don’t Go Breaking My Heart. Ad accompagnarlo, c’è un personaggio ignoto ai dirigenti Rai seduti sulle poltrone dell’Ariston, una drag queen di colore, altissima, con un’enorme parrucca bionda e un vestito in taffetà verde fluo. È RuPaul Charles, la persona che cambierà per sempre la percezione della comunità gay in America. Non si baciarono ma fu un bel lancio per la cultura gay pop.

2003. Pippo Baudo, ma siamo già in esigenze e logiche di audience bacia Luciana Littizzetto, è il 2003, lei è in pigiama, segno che anche allora lo spettacolo sbrodolava fino al mattino.

2013. Dieci anni dopo, edizione 2013, Fabio Fazio invita Baudo per un premio alla carriera e il bacio si ripete, stessi protagonisti. Fazio però fa un’altra cosa, una scenetta con Stefano e Federico, che raccontano i diritti negati, ma nulla… il bacio tra loro non si può, si grida alla censura, che parlino sì, ma che facciano vedere un segno di affetto sincero ancora no. Si segnala lo stesso anno la esplicita dichiarazione d’amore di Renzo Rubino nella sua Amami uomo.

2017. Robbie Williams e Maria De Filippi. Inspiegabilmente e all’insaputa della conduttrice, quell’anno compagna di Carlo Conti, Robbie bacia la De Filippi. Conti fa finta di sentire al telefono Maurizio Costanzo: “Maurizio tranquillo! È stato un bacio innocente”. Interviene Maria: “È stato un bacio a stampo! E tra l’altro se fosse stato diverso sarebbe stato un disastro perché avrebbe trovato una caramella in bocca.”

Ha dato Bugo!
Alle due di notte, dopo tanti baci, il colpo di scena!
La serata scorreva lunga e lenta a ‘Villa Sanremo’, convenzionata con le mutue.
Morgan cambia le parole del testo della canzone scritta per Bugo e lui se ne va,
La salute un bene prezioso, in particolare la salute mentale di certi cantanti.
Un festival davvero sorprendente, oltre se stesso. Per fare una cronaca semiseria, dobbiamo analizzare la continua citazione del mondo sanitario che ha costellato con una discreta ansia tutta la sera.
Amici, non si canta più: venerdi si parla di malattie, di prostata, di protesi.
Una di quelle serate strane, tra amici, in cui una comincia a dire che sta prendendo delle pasticche e scatena un vortice, una girandola di osservazioni, indagini cliniche, rassegna di malattie prese, reali o presunte.
Questo è stato il Festival, venerdi. Per cominciare non si dorme più, qualcuno invoca i ritmi circadiani, altri saltabeìccano tra caffeina e sonniferi.
Inizia Fiorello come di consueto: i poveri anziani spettatori dell’Ariston costretti a tenere i loro bisogni a causa delle pause pubblicità troppo brevi e poi… l’herpes di Ama lo ha contagiato?
Ed è subito ipocondria: l’atteggiamento psichico caratterizzato da una costante apprensione per la propria salute e dall’ansiosa o addirittura ossessiva tendenza a sopravvalutare i minimi disturbi: della stessa sindrome soffre Tiziano, che pure lui scambia un bacio e accusa sintomi.
La Clerici inizia con una ‘ricetta’ (medica?) del nuovo Sanremo. La Grande Cuciniera, ad Amadeus che saluta i genitori: “Tieni da conto, tu che li hai ancora! Gufata tremenda”.
La prostatite, il prolasso dell’organo maschile a sessant’anni, la comparsa di Vincenzo Mollica reparto geriatria…
In questa bolla fuori dal mondo, anche i colleghi giornalisti hanno iniziato a chiedersi: “Ma noi come stiamo?” E subito dopo: “Che cosa abbiamo mangiato? Come ci siamo nutriti?”
Il pensiero corre al Bistrot Napoli di Casa Sanremo, quei piatti di plastica e posate monouso, quelle pizze consumate a terra sulla moquette, portate in giro ovunque. Al Bistrot c’è menu fisso: fritto misto di pesce, crocchè, olive ascolane, panini con il salame, due tipi di pizza, soltanto la margherita e la “speciale” che si sceglie per cambiare, ma di cui non si conoscono gli ingredienti. Se chiedi una speciale, può capitarti di tutto, dal salame piccante al wurstel, o altri insaccati misteriosi, per non parlare dell’energetica bevanda omaggio che ha red nel nome… “Farà bene? Cosa contiene?”
Nel frattempo Ghali finge di cadere dalle scale, è subito “Chiamate un’ambulanza”… Per fortuna qualcuno conosce dei bravi ortopedici.
C’è poi lo stuzzichino. Piatti da buffet in cui tutti mettono le mani. Si guarda con invidia ai più coscienziosi colleghi che si sono muniti dei detergenti per le mani.
Tg60 secondi e vai di coronavirus!
I signori della sala stampa comunque hanno le loro contromosse: “Fuori di qui il coronavirus, bandito il cibo cinese preso al ristorante sotto il Palafiori”!
Dal supermercato qualcuno porta le insalatone, vedo girare delle sottilette, del pan carrè.
Lo stand ligure? Se passi davanti ai manifesti ti ubriachi: ciliegiolo, pigato, vermentino, colli di luni, prosecco vernaccia, olive taggiasche, il tutto preso sempre con le mani, ah i germi.
Nel delirio delle due un bagliore. Aprono il neurodeliri.

Morgan se ne va, Amadeus annuisce. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Colpo di scena. Bugo non c’è. Morgan stava stonando terribilmente e quell’altro non è arrivato, sembra un gioco, Fiorello esilarante: “Uno di meno, ma anzi chiudiamola qua, domani sera non ci presentiamo proprio!”
Per fortuna si va avanti, arriva inossidabile, classe 1945, la Pavone.
Le canzoni? Ma quali canzoni?

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