#Sanremo2020 | Finisce il Festival, inizia Unomattina

#Sanremo2020 | Finisce il Festival, inizia Unomattina

Continuano le cronache a beneficio di chi voglia far finta di esserci stato, ma per sua fortuna ha fatto altro.
E il naufragar è dolce in questo mare? Non tanto. Una serata lunga e molto dilatata.
L’inizio presenta altre nuove proposte: potete commentare piacevolmente i cappotti, tanti e con cappa e multicolore. A breve una analisi dei look.

Un proverbio napoletano recita che uno entra di lato di nascosto, ma poi si piazza bello comodo. Amadeus si è lasciato un po’ prendere la mano, certamente soddisfatto dagli ascolti stellari, si dilunga. In realtà appare un po’ sopraffatto, perduto, ogni volta che interviene. Non tiene in mano la conduzione, sembra un commesso che rincorre i clienti. Il piatto forte, le canzoni e i loro interpreti, escono troppo tardi.
Quasi tutti vengono prima di lui. Fiorello, poi le tre donne, poi il ragazzo malato di Sla che canta con il computer, l’abbonato Rai novantenne sembra più giovane e arzillo di lui.
Eppure agli italiani piace, sembra, oltre dieci milioni di spettatori, molti laureati, ma come mai? Ebbene questa è una domanda da fare, mentre siete nei vostri uffici a lavorare, o al disbrigo delle faccende domestiche. Che strano popolo il nostro: cinque ore di televisione ridondanti e celebrative, molto autoreferenziali. Al timone un uomo che sballonzola e si sembra divertire di tutto.
Potete contare su alcuni assoluti tormentoni: hanno dilungato molto i collegamenti con le sale stampa, il palco in piazza, la radio. Sono tutti piccoli inserti ma alla fine raffreddano la temperatura, verso una sflilacciata noia. Alla una di notte ci toccano ancora i monologhi delle due giornaliste e il brano hit della rediviva e molto rifatta Sabrina Salerno.
Le canzoni. Regaliamo qualche aggettivo per ciascun concorrente.
Giordana Angi convincente e consapevole pur dentro un tema difficile e già sentito, la mamma. Delicati e classici Tosca e Jannacci, Pelù inossidabile, una bella canzone d’amore di Gabbani, simpatici i Pinguini, incomprensibile Levante. Nigiotti stonatino. Ebbene poco poco, ma la Lamborghini ha twerkato. Zarrillo non pervenuto. Alla fine Junior Cally ha calato la maschera ed è meno aggressivo del previsto.
Continua a far vedere la melassa il bel Tiziano, perfetto nel suo medley, ma con le cover? Come e cosa ancora potrà fare per altre tre sere? E intanto nel duettare Perdere l’amore, la nuance della tinta mogano di Ranieri cola col sudore.
Zucchero anima soul che sembra un bis stagionato tra un secondo e un dessert.
Lo stra-paese ha avuto il suo apice con la reunion dei Ricchi e Poveri. Sì, proprio loro, avete capito bene! C’era anche la bionda Marina (cfr nostro precedente articolo).
Potrebbe succedere anche dell’altro, magari si estinguerà il debito pubblico, tornerà la Democrazia Cristiana, rivedremo Mina dal vivo, forse la Carrà rifarà Pronto Raffaella. Ci si chiede se siano pensieri reali o siamo solo inebriati dalla stanchezza e cominciamo a sperare cose impossibili.

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