#Sanremo2020 | Eugenio in Via di Gioia ovvero i ragazzi di Torino

#Sanremo2020 | Eugenio in Via di Gioia ovvero i ragazzi di Torino

I nostri preferiti tra le nuove proposte. Eliminati subito la prima sera, gli Eugenio in Via di Gioia. I loro nomi formano il nome della band.
Arrivano in Sala Stampa Lucio Dalla la mattina dopo la loro sconfitta. Il brano Tsunami ha aperto Sanremo 70, ma per un soffio li ha eliminati la giovane Tecla.

Entrano e fanno un piccolo show. Cantano la loro sconfitta.

Sul palco eravate emozionati, ma avete fatto una piccola coreografia, come è andata?

Non siamo degli ottimi ballerini, a parte Eugenio. Abbiamo pensato di essere sempre e solo noi. Entrare con lo spirito di sempre. cantare un brano che è stato scritto nel 2014. La canzone è stata una sfida, perché parla di noi. Sono tutti quei concorsi dove andava Eugenio e perdeva sempre e abbiamo perso anche noi, anche stasera. Avendo accettato la sfida siamo felici e ovviamente un po’ amareggiati, le nostre sono continue sfide.

Come mai quello 0,6 di differenza?

Davvero non lo sappiamo. Prima di salire sul palco ci sianmo caricati a vicenda. promettendoci in quei tre minuti di suonare benissimo. Ci siamo detti: apriamo la serata, dobbiamo divertirci. La nostra più grande soddisfazione è stato rivederci, suonare con un’orchestra favolosa, un0ottima messa in onda, ci piace molto variare,

Pensate che l’accoppiamento di ieri sera vi abbia sfavorito?

Non esiste una gara con un favorito o no: è il meccasnismo che ha continui ribaltamenti e questa è la logica, avevamo paura di tutti quanti, Gassmann è stato bravissimo, tutti hanno fatto al meglio, ma Tecla è molto giovane ha una grande voce, una bella canzone.

Che idea avevate del festival? Canzoni o ricordi?

La Terra dei cachi di Elio, Gianna di Rino Gaetano, i festival di Pippo Baudo visti con la Nonna, i Subsonica. Lo scorso anno eravamo davanti alla tv a guardarlo,

Tornerete al festival?

Sanremo è un mondo a parte molto stimolante. Torneremo il prossimo anno e lo vinciamo.
Poi l’emozione, l’adrenalina, le luci, è stato bellissimo, la canzone continua a vivere oltre il festival. Ci interessa ora crescere non come una molla, ma come un albero con i suoi germogli.
Dalle nostre canzoni emerge la nostra torinesità, ma siamo diversi dai Subsonica, ma abbiamo come loro una precisione, una ricerca, una introspezione. Si tratta dell’artigianalità con cui facciamo le cose, come i torinesi che lavorano sempre. Vediamo video, stiamo insieme, come in ufficio da mattina a sera. Ci occupiamo di sostenibilità e di comunicazione. Torino ha accolto e tollerato il nostro suonare per strada, siamo nati proprio per le vie sotto la Mole senza amplificazioni, abbiamo suonato per strada, saremo per strada anche a Sanremo.

Parliamo della serata delle cover. Se aveste avuto la possibilità di duettare… con chi?

Neffa, Luca Barbarossa che ci ha amato fin da subito, i Pinguini che sono amici e Rafael Gualazzi.

Tra un artista cresciuto in un talent o uno che viene dalla strada chi ha più probabilità di vincere Sanremo?

Ogni musicista ha un percorso adatto a lui, ci sono altri artisti che li vedi nei talent e sono a loro agio. Noi certamente no.

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