#Sanremo2019 | Villa Arzilla: la badante Virginia a sedare Ornella e Patty (con i duetti impossibili delle regine della canzone raccontati da Luca Monti)

Il bacio in bocca tra Ornella e Patty: perché questo è #Sanremo2019
“Tu mi hai reso la vita un inferno”. La grande Ornella Vanoni capelli arancio cerino come un cerino acesso si “vendica” sul palco del Festival delle imitazioni di Virginia Raffaele.
Ornella rimprovera a Virginia le cattiverie e le battute: “Mi hai fatto passare per una pazza, maniaca sessuale…”, dice la Vanoni. “Ma perché tu non facevi l’amore?”, le risponde la Raffaele.

La lite ad arte si ricompone. Lo sketch sembra esaurito, le due lanciano il brano del cantante in gara, che è Patty Pravo con Briga, ed ecco l’incontro delle due regine della canzone italiana.
Ornella e Patty si corrono incontro per salutarsi e abbracciarsi, rompendo il cerimoniale: “A una certa età si può fare quello che si vuole”, dice Ornella che, prima di lasciare il palco, rivela, tra gli applausi e le risate: “Oggi sono venuta gratis ma non ci fate l’abitudine”.
Patty e Ornella si conoscono da mezzo secolo, almeno da Sanremo 1970 quando la milanese arrivò al quarto posto con Eternità (di Bigazzi Cavallaro) e la veneziana Nicoletta si classificò quinta con La spada nel cuore (di Mogol Battisti).
Ornella in una lunga intervista su “Vanity Fair” disse della Strambelli:
«Quando sale sul palco Patty, è un fatto. Ha personalità. Racconta balle stupende. Quando dice: “Ho fatto la traversata oceanica in solitaria” so che racconta una balla, ma la racconta talmente bene che sono ammirata: “Ma cara”, dice, “le balle bisogna raccontarle enormi, altrimenti che balle sono?”».
Esiste un duetto però: lo stralcio poco ascoltabile di Poesia di Riccardo Cocciante, eseguito insieme nel 1985 a Trento per un concerto a favore della Val di Stava, dove il crollo di una diga aveva causato una terribile strage.

Poesia 1985

Ma a parte questo momento rubato le due non hanno mai lavorato insieme.
All’inizio dello scorso anno, prima che Ornella portasse al Festival Imparare ad amarsi, sembrava giunto il momento: le ladies annunciano il loro spettacolo itinerante che avrebbe dovuto debuttare a settembre 2018, un tour ancora da progettare, di cui però si è persa ogni traccia.
Una decina di anni fa, nel 2008, si ebbe a discutere di altri duetti impossibili, quando senza essersi mai incontrate, Mina e Ornella interpretarono Amiche mai un pezzo arrangiato da Massimiliano Pani. L’idea fu della Vanoni, che preparava un disco per i cinquant’anni di carriera. L’album conteneva altri duetti con Lucio Dalla, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi e Gino Paoli.
Il duetto con Mina fu l’inedito del CD.
Sfogliando archivi digitali spunta un articolo di “Sorrisi e canzoni” del 2008: già altre volte Ornella cercò Mina per lavorare in coppia, proponendole un album insieme. La signora, ritiratasi a Lugano, rifiutò.
Ma altri analoghi progetti in passato non videro la luce: nel 1981 Mina cercò Mia Martini per un duetto mai fatto, come anche fallì quello con Patty Pravo. Mina le propose un’operazione clamorosa: un disco dove Nicoletta avrebbe fatto i brani di Mina e viceversa.

Fa girare la testa e merita qualche parola in più questa relazione pericolosa tra le quattro voci top della nostra canzone: Ornella Vanoni, Mina, Mia Martini e Patty Pravo.

Regine…

Grazie a “Town and Country Mag” per questa gallery

La Strambelli, anni dopo, sul progetto Mina-Patty, in una delle sue interviste folli, disse: “Io non canto con i fantasmi!”
Non abbiamo mai sentito duettare Vanoni-Mia Martini, Mina-Mia Martini e aggiungerei anche Milva che, a parte un piccolo live in tv in cui con Mina cantò Motherless Child, non ha mai duettato con le nemiche-amiche. 
Nel trentesimo anniversario di Almeno tu nell’universo, brano di Califano e Lauzi pronto in un cassetto dal 1974, si potrebbe immaginare un postumo virtuale brano a due voci Mina-Mimì: tra l’altro, quante canzoni avrebbero avuto “in comune”, viste le reciproche espressività, l’estensione vocale, le tematiche e gli autori.
 
Siamo nell’Olimpo della canzone italiana, personaggi diversi che hanno dimostrato di saper sfidare le mode, senza rinunciare a stile e personalità. Non ha senso pensare ad una paura del confronto. Probabilmente valsero problemi contrattuali e manageriali.
Secondo un articolo di Rosario Bono, sempre datato 2008: 

“Pravo a parte, non si sono mai sentite dichiarazioni fuori luogo, veleni o tracce di concorrenza sleale tra loro. Donne troppo intelligenti per non apprezzarsi l’una con l’altra, troppo grandi per aver bisogno di sminuire il valore delle loro ipotetiche antagoniste, nel tentativo di mettere in luce se stesse. E se qualche legittima critica nel corso degli anni è scappata, ha interessato più che altro il lavoro, la scelta delle canzoni, ma questo è un diritto sacrosanto, esercitato in primis dal pubblico”.

La più coerente e la più attenta nel mettere insieme musica e parole e a curare la carriera è stata Ornella. La più versatile Milva (ormai anche lei fuori scena). La più emozionante Mia. La più originale Patty Pravo. Invece Mina, la più dotata ma meno coraggiosa, continua a preferire scelte di repertorio molto personali. 
Speriamo che, complice questo abbraccio sul palco dell’Ariston, un buon manager, magari il genio Lavezzi, riesca a trovare un pezzo per Patty e Ornella…
(Luca Monti)

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