#Sanremo2019 | La scena del delitto. Cronaca della prima serata: vittime 1.500.000 spettatori, scomparsi 3 punti di share

Dal nostro inviato Luca Monti…

Manualetto per chi non ha visto il Festival di Sanremo lunedì sera ma ambisce a infarcire conversazioni e riflessioni in grigie giornate di febbraio tra uffici, scuole… e discussioni tra amici.
Iniziamo. La scena del crimine: una spianata di nero in teatro, orchestra semi nascosta, padroni di casa non all’altezza. Claudio Baglioni ostenta una certa calma, eppure quando i co-conduttori leggono il regolamento quel teatrone diviene stretto e si fa pressante, come un ufficio sinistri. Spiegarlo tocca all’altro Claudio, il ‘Bisio’, in una trappola di papere e noia.
Non essere grado di cavarsela nel dire queste poche regole, già fa intuire il noir di questa edizione rispetto al bianco abbagliante della prima volta del dirottatore artistico. Mai fu tanto calzante la gag, molto scritta e per questo poco naturale, dei conduttori Famiglia Addams.
Potete proseguire le vostre chiacchiere sanremesi alla macchinetta del caffè parlando di colori. Domina un nero in scenografia, emblematicamente gli ascoltatori scomparsi sono annegati in una certa noia nera, unica rossa abbagliante e stupenda Patty Pravo (vedi la lettera d’amore già inviata). Le luci del teatro sono veramente bellissime, evocano spazi scenari reticoli, atmosfere liquide sospese.
Sulla scena del delitto incombe un trampolino, che serve a lanciarsi ‘per dare il la’ e tuffarsi dentro questa manifestazione, in realtà i tre conduttori non si buttano mai per davvero, non rischiano mai il tuffo, anzi la conduzione sembra ritirata, poco avvincente, ma soprattutto imbavagliata da un problema di scrittura e di lettura del gobbo.
Ebbene sì, da prof vivo un gran dilemma: leggere le slide o andare a braccio? Rischiare di fare un appassionante lezione all’improvvisa oppure attenersi alla lettera del testo preconfezionato? Io ho sempre preferito la prima, rem tene verba sequentur.
Torniamo alla cronaca della prima serata. Va discussa la conduzione dei comici Claudio e Virginia, questa dimensione istituzional-popolare calzava bene per Hunziker e Favino, più impiegatizi, poco comici e molto presentatori.
Se volete fare una ottima impressione domandate ai colleghi come sia finita l’orchestra infilata in una buca, sempre più bassa: chissà come si sono calati nelle loro postazioni gli sventurati musicisti…

Non si può tassativamente parlare di politica, si può criticare la direttrice di Raiuno, questa Teresa De Santis cresciuta nel “manifesto” che ora sembra Bice Valori direttrice del collegio di Giamburrasca.
Le sorprese ci sono (da usare estemporaneamente come domande in ordina sparso):
1. Arisa, bravissima, molto intonata,
2. la pelliccia di Ghemon,
3. le bandiere con il cuore di Zen Circus.
Sorge anche una domanda: possibile che nessuno sia in grado di scrivere una bella canzone per Loredana Bertè?
A un certo punto Patty Pravo con i dread biondi sale sul palco ma non inizia a cantare, il mondo si ferma per qualche interminabile minuto, forse un pianista ha dovuto correre in bagno…
Mentre scriviamo è già mercoledi pomeriggio e finalmente la TIM ci ha concesso delle connessioni funzionanti. In sala stampa ammiriamo la grinta di Nigiotti, al niente da dire del Volo, a Nek che tiene un’omelia…
Per concludere una chicca che farà di voi la star del pettegolezzo sanremese: il cardinale Ravasi ha messo un like a Simone Cristicchi. Amen.

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