No al “Divo” di Sorrentino e Servillo, no a Netflix e a Welles, no alle proiezioni per i critici e ai selfie sul red carpet: polemiche sul Festival di Cannes

No al “Divo” di Sorrentino e Servillo, no a Netflix e a Welles, no alle proiezioni per i critici e ai selfie sul red carpet: polemiche sul Festival di Cannes

Che cosa sta succedendo al festival cinematografico più famoso e prestigioso del mondo? Le notizie degli ultimi giorni sono curiose e anche un po’ inquietanti.
Per cominciare l’attesissimo del Premio Oscar di Paolo Sorrentino non sarà a Cannes. Né in concorso né fuori. Si dice che a bloccare il film siano state le minacce degli avvocati di Silvio Berlusconi: la pellicola, che ha per protagonista Toni Servillo, racconta (anche) il privato del Cavaliere e questo potrebbe essere stato ritenuto irritante dal suo entourage. Per il delegato generale del Festival, Thierry Frémaux, il problema è un altro: “Non è certamente la sua lunghezza, il fatto è che il film esce in Italia in due parti. Una delle due parti esce ora, esce prima di Cannes. Quindi la natura stessa di questo progetto ci ha fatto un po’ esitare rispetto al modo in cui mostrare il film a Cannes”. L’approfondimento
Anche i prodotti Netflix sono stati esclusi dal festival, sempre per ragioni che riguardano “il modo in cui viene mostrato il film”. Netflix infatti non distribuisce i suoi film nelle sale cinematografiche ma solo sjul piccolo schermo: “Il loro modello di business è l’opposto del nostro”, spiegano gli organizzatori. L’approfondimento
Non arriva Netflix e non arriva nemmeno l’ultimo film incompiuto di Orson Welles. La società, che distribuisce il film The Other Side of the Wind, l’ultimo film del regista statunitense morto nel 1985, lo ha ritirato dal Fuori Concorso di Cannes. Paradossalmente uno dei grandi maestri del cinema a Cannes non può andare perché il distributore è stato bannato dal festival.
Ma ce n’è anche per gli spettatori. In primo luogo sono state abolite le anteprime per i critici: l’obiettivo è evitare commenti sgradevoli sui social prima che le pellicole vengano viste dal pubblico in sala. E sono stati anche vietati i selfie sui rd carpet: per meritarsi una foto davanti al mitico Palais du Cinema bisogna essere una vera star e trovare il fotografo accreditato che scatti l’immagine. L’approfondimento

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