Kilowatt Festival (Sansepolcro) | luglio

Dal 19 al 27 luglio 2019.
Festival di Teatro e arti performative.
http://www.kilowattfestival.it/

Location: Teatro alla Misericordia, via della Misericordia, 52037 Sansepolcro (Ar)
Direzione Artistica: Luca Ricci

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NEWS 2018
Il progetto Be SpectACTive! ha vinto, per la seconda volta consecutiva, il bando europeo sulla cooperazione di larga scala e proseguirà, per altri 4 anni, la sua azione culturale sullo spettatore attivo. Il progetto, che ha come ente capofila CapoTrave / Kilowatt, mette in relazione 19 partners fra festival, teatri, università e centri di ricerca in tutta Europa e proseguirà fino al 2022.

COSA STA SUCCEDENDO A KILOWATT?
Silvia Bottiroli, ex direttrice di Santarcangelo Festival, scrive sul suo profilo fb mercoledì 4 ore 8.22:
“Buongiorno Italia.
Dove i registi maschi fanno da “padrini” ai festival e ottime danzatrici sono chiamate come volontarie per andare in scena per loro.
Potrebbe essere il peggior evento trash del Paese e invece è uno dei suoi festival di teatro contemporaneo. Un festival, e un regista, da cui mi aspetterei, e credo ci aspetteremmo tutti, una consapevolezza diversa e delle diverse politiche.
Queste parole, i valori che rivelano e le politiche che agiscono sono preoccupanti soorattutto in questo momento, dove le voci progressive e liberali dovrebbero farsi sentire con chiarezza e con chiarezza parlare di uguaglianza e diritti.
Vogliamo rifletterci Kilowatt Festival?”

Sulla pagina fb del Teatro Comandini alle 18.28 di mercoledì 5, Romeo Castellucci scrive:
“Io, Romeo Castellucci, dichiaro pubblicamente che il comunicato sul sito Internet e la ‘call’ su Facebook di Kilowatt Festival di Sansepolcro sono stati pubblicati senza il mio consenso e in modo unilaterale. Mi dissocio dal suo contenuto, che mi costringe ad agire di conseguenza. Silvia Bottiroli mi ha trascinato in un vortice di infamia senza prima accertarsi sulla mia condotta. Bottiroli ha utilizzato in modo grezzo lo strumento Facebook, che io ignoro, e mi accusa senza saperlo che ignorare questa applicazione totalitaria sia ormai una colpa. Trasla gli argomenti su un piano formale trascurando ciò che rimane più grave: non avere altre idee, in questo Paese, per riuscire a creare qualcosa, senza ricorrere a espedienti così grezzi come quello di sbandierare un nome di fama e di sfruttare i volontari, se ci si ritrova senza mezzi. Invece di produrre idee raffinate dall’ingegno, ci si fida soltanto della fama, del nome, del brand. Bottiroli stessa ne sa qualcosa, sia come dirigente di Santarcangelo, quando mi chiese di intervenire amichevolmente con una frase, che poi sfruttò per dispensarla in t-shirt, borse e manifesti trattandomi come un brand, sia quando chiese soltanto a me, e non a Chiara Guidi e a Claudia Castellucci, le referenze per partecipare a un concorso. La nostra amichevole disponibilità a partecipare a Kilowatt, senza alcun profitto, in vista di un aiuto a un festival con poche sostanze e periferico, ha favorito, senza volerlo, una volgare deriva, che occorre stigmatizzare nel modo più chiaro, attraverso il giudizio e l’annullamento della mia partecipazione.”
La risposta di Kilowatt non si è fatta attendere, giovedì 6 giugno ore 12.24:
“Ieri, 5 giugno 2019, siamo stati protagonisti di una brutta pagina dell’attualità teatrale italiana e testimoni di come le parole espresse sui social media generino conseguenze nefaste nella vita reale e danneggino il lavoro delle persone.
Dal mattino abbiamo subito via Facebook un attacco a causa di un post e di una call da noi pubblicati il giorno precedente con l’obiettivo di individuare le ultime tre partecipanti volontarie per l’allestimento di uno spettacolo di Romeo Castellucci, celebre regista e fondatore della compagnia Societas Raffaello Sanzio.
In sintesi, venivano interpretati il linguaggio e il senso della nostra chiamata pubblica come un atto di maschilismo da un lato, e come uno sfruttamento del lavoro dei professionisti dello spettacolo, dall’altro.
Nel corso della giornata l’autrice di quell’attacco, nel frattempo sostenuto da alcune colleghe e alcuni colleghi, ha spiegato che non di attacco si trattava, né a noi, né a Castellucci, quanto piuttosto di un invito a ripensare le modalità di espressione linguistiche e le strutture di pensiero con cui erano formulati il post e la chiamata.
Purtroppo, tutto intorno, la polemica social montava in maniera reboante e il risultato finale, giunto a metà pomeriggio, è stata la decisione di Romeo Castellucci di annullare il suo spettacolo a Sansepolcro, previsto come evento di apertura del nostro programma. Di conseguenza, saltano anche la mostra, il convegno e la proiezione del film dedicati allo stesso Castellucci, che costituivano l’insieme delle azioni con cui avevamo congiuntamente deciso di festeggiare il suo ruolo di padrino di questa edizione del festival e il suo magistero artistico.
Oltre a esprimere il nostro profondo dispiacere per l’esito della vicenda che ci priva di un valore culturale su cui, insieme alla Societas Raffaello Sanzio, avevamo intensamente lavorato per 7 mesi, ci teniamo a precisare quanto segue:
1 – il nostro post e la nostra chiamata pubblica non volevano essere ad alcun titolo offensivi verso nessuno e ci scusiamo con chi si è sentito offeso; è vero che la compagnia non li aveva rivisti e questo è stato un nostro errore dovuto alla fretta. A nostro avviso il post è forse inutilmente spiritoso, ma totalmente inoffensivo. La chiamata pubblicata sul nostro sito (che nel primo pomeriggio di ieri è stata leggermente modificata per venire incontro all’irritazione espressaci dalla Societas) nella sua formulazione originale conteneva solo informazioni e richieste fatteci della compagnia e riteniamo che sia un atto di cattiva fede formulare il complesso delle accuse che ci sono state mosse dalla combinazione di tre elementi: la parola “padrino”, il fatto che venisse comunicato che la figurazione prevedeva per alcune ragazze un momento di nudo e il fatto che Romeo Castellucci avrebbe scelto le partecipanti vedendo le loro foto e curriculum.
Certamente si potevano fornire queste informazioni in modo più elegante di come si è fatto, o in passaggi successivi, ma la nostra premura è stata quella di comunicare sin da subito con massima precisione e trasparenza l’entità dell’impegno, il calendario delle prove e le richieste ricevute dalla Sociètas. Non c’è stato tradimento né strumentalizzazione, né la chiamata è stata formulata in modo ambiguo: il nostro obiettivo è stata la massima chiarezza da subito e l’esposizione essenziale e precisa di legittime esigenze sceniche.
Non ci pare quindi che da questa chiamata si riveli alcun sottinteso maschilismo;
2 – la presenza di Sociètas all’interno di Kilowatt era frutto di un accordo professionale che prevedeva la regolare retribuzione alla compagnia per lo spettacolo in programma, con la conseguente legittima paga che la compagnia avrebbe corrisposto ai professionisti da lei coinvolti;
3 – il fatto che le figuranti coinvolte non fossero retribuite, ma ricercate da Kilowatt sul territorio, era a conoscenza di Sociètas ed è una pratica utilizzata anche altrove per l’allestimento di spettacoli che non prevedono l’innesto di professionisti; sinceramente abbiamo pensato potesse essere l’occasione per le molte ragazze di un territorio periferico come il nostro, lontano dai grandi centri urbani, per poter fare un’esperienza (per quanto piccola, soltanto 3 giorni) di grande impatto. Tutto ciò, a nostro avviso, non ha nulla a che fare con il lavoro non pagato; stiamo prendendo un abbaglio su questo argomento: c’erano 52 compagnie al festival (adesso 51), tutte pagate e messe sotto contratto (restava da chiudere solo quello con la Sociètas proprio perché non era ancora completa la lista delle figuranti), ed è più che legittimo che in alcune produzioni possano essere richiesti dei figuranti che – messi sotto copertura assicurativa e ottenuto il versamento contributivo per la giornata – partecipano ad alcuni specifici progetti come volontari;
4 – se fossero altre le condizioni economiche in cui oggi si organizzano i festival di spettacolo dal vivo in Italia, saremmo lieti di non dover ricorrere ad alcun volontario per alcuna prestazione, ma nelle condizioni date non è proprio possibile non farlo, dunque, come ogni festival italiano, anche noi diamo lavoro a tanti professionisti e poi ci avvaliamo della collaborazione di alcuni volontari – questo accade anche per la parte legata alle mansioni organizzative e d’ufficio: ebbene sì esiste anche il volontariato culturale in Italia e non è una bestemmia ammetterlo, se le persone accettano di farlo per acquisire competenze o fare un’esperienza interessante;
5 – facciamo da 17 anni un festival fiero della sua identità che si è sempre retto sulle proprie forze, senza espedienti, nè sensazionalismi, nè volgarità, solo con molto lavoro serio e appassionato. Lo faremo anche quest’anno, senza l’attesa presenza di Romeo Castellucci, se lui non vorrà ritornare sulla sua decisione.
Se così non fosse, faremo di questa occasione un vero e grande dibattito sul linguaggio che tutti noi siamo diventati e sostituiremo il convegno su Romeo Castellucci, previsto per il 20 luglio, con un analogo evento che rifletterà su come la comunicazione tra persone – inclusa la comunità culturale – sia deformata da un uso superficiale dei social media.
Lucia Franchi, Luca Ricci e lo staff di Kilowatt Festival”

Bando l’ITALIA DEI VISIONARI EDIZIONE 2019
Il bando, destinato ai singoli artisti e alle compagnie professionali emergenti e indipendenti che operano professionalmente nel teatro contemporaneo, nella danza e nella performing art, si rivolge a tutti i tipi di gruppi, sia associazioni, cooperative o altro, sia gruppi informali e singoli artisti, esclusi i gruppi amatoriali e i saggi di laboratorio e non pone limiti anagrafici.
La modalità di selezione per i progetti vincitori, elaborata dal regista e drammaturgo Luca Ricci nel 2007 all’interno del Kilowatt Festival di Sansepolcro, prevede la formazione, in ognuna delle città coinvolte nel progetto, di un gruppo di spettatori locali (circa 30 in ciascuna città), detti “I Visionari”, cioè persone che non sono ad alcun titolo “addetti-ai lavori”, ma cittadini appassionati o incuriositi dal teatro o dalla danza.
SCADE IL 14 DICEMBRE 2018
Per maggiori info: http://www.kilowattfestival.it/bandi/

BANDO Davanti al pubblico – Progetto di avviamento al lavoro per giovani registi neodiplomati – 2018/2020
La Fondazione Teatro Metastasio di Prato in ciascuna delle annualità del triennio 2018-2019-2020 produrrà uno spettacolo proposto e diretto da un neodiplomato in regia in una delle principali Scuole di Teatro italiane. L’obiettivo è dare a tre giovani registi neodiplomati (uno per ciascun anno del triennio) l’opportunità di entrare nel mondo del lavoro, di accedere -dopo gli studi- ai processi di produzione teatrale. I registi selezionati avranno così l’occasione di confrontarsi e scontrarsi con le asperità del mondo del lavoro teatrale, con i suoi tempi stretti, le sue difficoltà pratiche e l’impegno inderogabile di ottenere risultati “davanti al pubblico”, nella convinzione che il mestiere della regia significa conciliare il rigore e la qualità della proposta artistica con la capacità di fare presa su un pubblico e la fattibilità organizzativo-economica della produzione.
Ai registi neodiplomati è lasciata piena libertà nella scelta del progetto produttivo da proporre, senza alcun vincolo di testo, autore o tema di riferimento, con l’unico suggerimento di tener conto, nella proposta, della linea artistica di produzione e di programmazione delle ultime stagioni teatrali della Fondazione Teatro Metastasio.
L’intero progetto sarà seguito da Massimiliano Civica, che accompagnerà il regista scelto nella relazione con gli interpreti e con i collaboratori artistici, nella pianificazione dei tempi e nel rispetto del budget fissato dalla produzione, proteggendo il delicato passaggio dall’idea allo spettacolo.
Il bando è rivolto a neodiplomati in regia. Per “neodiplomati” si intendono coloro i quali abbiano conseguito il Diploma di Regia non prima dell’anno accademico 2015/2016.
Per maggiori info: http://www.kilowattfestival.it/davanti-al-pubblico-avviso-pubblico-di-selezione-per-lanno-2019-per-giovani-registi/
SCADE IL 13 GENNAIO 2019

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